Agli Iscritti FIMMG Vicenza

Cara Collega, caro Collega,

da alcune settimane tengono banco nel dibattito pubblico il presunto passaggio per i medici di famiglia dall'attuale rapporto libero professionale in convenzione alla dipendenza, riforma che sarebbe allo studio del Ministro della Salute Orazio Schillaci e fortemente voluta  da alcune Regioni con il Veneto capofila, e la proposta di legge targata Forza Italia che, invece, pur mantenendo il rapporto convenzionale introduce un debito orario di 38 ore, 20 delle quali (al massimo) da svolgere nei propri ambulatori, le restanti da destinare alle Case della Comunità.

Corrono voci di corridoio - dato che nessun testo è stato ancora discusso con i sindacati - che amplificano la confusione e l'incertezza.

FIMMG, però, non ha dubbi nella sua scelta di continuare a tutelare la professionalità del Medico di Medicina Generale nell’interesse esclusivo degli assistiti.

Il nostro NO deciso ALLA DIPENDENZA, allora, va in questa direzione perché sono tanti e di tipo diverso i rischi che si corrono:

  1. il rischio di perdere il rapporto di fiducia con il paziente: la dipendenza mina la relazione diretta medico-paziente e ostacola la nostra libertà di agire in autonomia, secondo le esigenze e i tempi propri di ciascun assistito;
  2. il rischio di perdere la capillarità dell’offerta sanitaria: il rapporto di dipendenza potrebbe far venire meno la capillarità offerta dai nostri ambulatori distribuiti nei territori;
  3. il rischio di perdere la prossimità delle cure: noi conosciamo i nostri pazienti, i loro contesti familiari e sociali, le loro storie cliniche, ma anche le loro necessità e preoccupazioni. Inseriti solo nel contesto delle Case della Comunità, e dunque anche fisicamente più lontani dai nostri pazienti, perderemo questo rapporto diretto con loro, un rapporto che consente di garantire cure di qualità e personalizzate. La scelta fiduciaria sarebbe così pressoché azzerata: affidare ai privati o alle assicurazioni le cure territoriali sarebbe il passo successivo.
  4. il rischio di perdere l’autonomia organizzativa e la libertà dell’atto medico in scienza e coscienza: non avrebbe più argine l'imposizione aziendalistica di una finta appropriatezza prescrittiva (che cela spesso tagli indiscriminati alla spesa sanitaria).

Sul fronte del DEBITO ORARIO DI 38 ORE, ci sembra, invece, sia sottintesa quella leggenda metropolitana che ci vede come dei "fannulloni". Sfuggono ai più le difficoltà che stiamo affrontando per tenere in piedi la sanità pubblica, tra carichi di lavoro sempre crescenti, burocrazia asfissiante, conflittualità nei rapporti con i pazienti.
La discussione sulla riforma, dunque, dovrà poggiare sul lavoro svolto per la cronicità, la domiciliarità, per l’aggiornamento professionale e per la gestione della spropositata mole burocratica che via via ci è stata affidata e che ormai svolgiamo al di fuori dell’orario di ambulatorio.

 
Con la mobilitazione nazionale che abbiamo avviato vogliamo dire alla politica:

  • che le riforme epocali, le "rivoluzioni", non si annunciano: si realizzano con i professionisti e non contro di loro;
  • che la sanità territoriale sarà più efficace solo se i medici saranno messi in condizione di lavorare meglio;
  • che l'ipotesi di dipendenza mira più a ridurre l’autonomia dei professionisti che a migliorarne l'efficienza;
  • che non siamo contrari alla nostra presenza nelle Case della Comunità, a condizione che ci sia una gestione condivisa dei ruoli e delle attività così come previste (MMG, specialisti, personale infermieristico e di segretaria, diagnostica) per migliorare la sanità territoriale.

Meritiamo certezze e non futuri incerti per noi e per i nostri pazienti: per questo tutti dobbiamo metterci in gioco per il futuro della Medicina Generale.

Diciamo basta ad accuse generiche, soluzioni raffazzonate e obiettivi nebulosi.

Sarà nostro impegno sollecitare la Regione Veneto a convocarci al più presto al tavolo delle trattative per la definizione dell’Accordo Integrativo Regionale.


Per manifestare il nostro dissenso c'è bisogno anche del tuo aiuto e del tuo impegno, per questo ti invitiamo a:

  • stampare uno o più dei manifesti allegati, proposti da FIMMG, e appenderli nel tuo ambulatorio;
  • stampare, consegnare a ogni paziente e lasciare in sala d'attesa il volantino preparato da FIMMG Veneto che spiega ai cittadini in sintesi le ragioni di questa mobilitazione.

Copie a colori di manifesti e volantini sono disponibili nella sede di FIMMG Vicenza: puoi contattare la segreteria per accordarti sul ritiro.

Potrai ritirarli anche in occasione della prossima tornata elettorale del 15 marzo p.v..


Sarà mia cura aggiornarti tempestivamente sull'andamento della mobilitazione, sulle novità e su eventuali azioni future in programma. 

Un caro saluto.

Il Segretario Generale Provinciale
FIMMG Vicenza
Stefani dr. Giampietro

In allegato:

  • il pdf dei manifesti targati FIMMG nazionale da appendere negli ambulatori;
  • il pdf del volantino realizzato da FIMMG Veneto da stampare, consegnare ai  cittadini e lasciare in sala d'attesa.

Altri materiali sono consultabili e scaricabili qui:

https://www.fimmg.org/index.php?action=pages&m=view&p=32870&lang=it.

Segreteria F.I.M.M.G. -Vicenza
Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
Sezione Provinciale di Vicenza