Le istruzioni sono fornite dall’INPS con il messaggio n.19405/2011, che prevede quanto segue, evidenziando  che la nuova procedura di rilascio e trasmissione dei certificati di malattia  dal 14 settembre ha praticamente equiparato la disciplina dei lavoratori pubblici e privati.

l’INPS precisa  che, qualora l’evento morboso si configuri quale «continuazione» dello stato patologico in corso, il medico curante deve farne menzione negli appositi campi previsti nel certificato e nell’attestazione di malattia; e che inoltre stessa annotazione deve essere riportata anche nel caso di ricaduta, ipotesi ricorrente quando il lavoratore, rientrato in servizio dopo un periodo di assenza per malattia, è costretto ad assentarsi nuovamente a causa di uno stato patologico riconducibile al precedente evento morboso «nell’arco temporale di 30 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa».

Tale annotazione servirà a configurare la seconda assenza per malattia, non un nuovo evento morboso, ma una prosecuzione del primo, con la conseguenza che, agli effetti della liquidazione delle prestazioni economiche, l’INPS non effettuerà la trattenuta dei giorni di carenza (i primi tre), e potrà effettuare correttamente il calcolo dell’elevazione della misura dell’indennità in base ai limiti temporali previsti dalla normativa.

FIMMG VICENZA